CELLA DI SAN MICHELE

Una testimonianza importante del romanico Biellese.

Il nome di CellaGrande deriva dal luogo in cui si trova, dove in passato sorgeva la Cella di San Michele, mutata all’inizio del XVI secolo in San Marco. Oggi della cella esiste ancora la chiesa dove è presente la pietra sacrale dedicata a quest'ultimo e il campanile romanico, dolcemente adagiato fra i vigneti e gli alberi secolari del parco con vista sul lago di Viverone. Il nucleo romanico si inserisce nel corpo di fabbrica di quella che era l'abbazia benedettina di S. Genuario, a cui spettava in parte il diritto di pesca sul lago.

L'edificio, eretto nella prima metà del XII secolo, fu a lungo abitato dai monaci, ma a partire dal'400 passò in mano a nobili famiglie. Nel 1518 la cella fu unita al convento di S. Sebastiano di Biella; soppresso l'ordine nel 1798 fu venduta a privati che la trasformarono in abitazione.

La chiesa, benché rimaneggiata all'interno su forme barocche, è di concezione romanica, come testimoniano all'esterno l'abside semicircolare e il fianco destro. Lo stile originario si conserva appieno nel campanile a cinque piani in pietra locale, risalente alla metà del XI secolo, ornato di monofore e bifore sorrette da colonnine. Possiamo affermare che questo campanile rappresenta uno dei migliori monumenti romanici del Biellese e anche uno dei meglio conservati.